Come sono gli Inglesi veramente?

'Bloody immigrants! You come over here and fix our leaking sink...'
‘Bloody immigrants! You come over here and fix our leaking sink…’

Ringrazio Luca S per la splendida descrizione del popolo inglese.

<Gli inglesi sono disposti ad accogliere più o meno chiunque abbia voglia di lavorare. Africani, indiani, moldavi, rumeni, australiani, italiani, spagnoli, russi, cinesi… tutti possono avere un posto nella loro società, basta che lavorino sodo.


L’ottica lavorativa è tendenzialmente meritocratica, perlomeno molto più che da noi, dove spesso vai avanti secondo la tua personale capacità di leccare i cùli giusti, e non per il tuo cervello o per le tue abilità lavorative.
Anche per questo lì il mondo del lavoro è molto competitivo, dal momento che tutti hanno ben chiaro il fatto che se fai una càzzata ti licenziano senza pensarci mezza volta visto che dietro di te ce ne stanno altri 10 che aspettano solo di essere assunti, specie nei lavori meno qualificati. Si è tutti molto sacrificabili, ma se sai fare il tuo lavoro e hai voglia di darti da fare, generalmente c’è un posto per tutti e le possibilità di carriera sono concrete per chi è disposto a farsi il cùlo.

Questo fa degli inglesi un popolo particolarmente tollerante e civile? No, solo molto pragmatico. Sul lavoro accettano chiunque dimostri di avere un’utilità, poco importa chi sia e da dove provenga.

Questa tolleranza infatti non si estende ai livelli di interazione sociali più personali, fuori dal posto di lavoro. Gli inglesi sono classisti, molto più di noi. E sinché si tratta di farti lavorare non sono neppure razzisti (si sa, pecunia non olet) ma la cosa si ferma lì.
Se sei straniero è praticamente impossibile fare amicizia con un inglese. Possono trattarti in maniera più o meno civile ma rimani sempre uno straniero. Ti terranno a debita distanza ed è quasi impossibile riuscire ad averci a che fare al di fuori dell’ambito lavorativo. Non andrai mai a cena con un inglese, o a bere nel weekend con un inglese. Tipicamente si chiudono nel loro gruppo di connazionali, nel quale lo straniero non è ammesso. Non a caso gli stranieri frequentano solo altri stranieri. Per gli inglesi, mediamente parlando, chi viene da fuori è feccia accettabile solo perché svolge un lavoro.

Quanto alla civiltà, gli inglesi sono famosi per il loro aplomb, per la loro compostezza. Almeno, quando pensi agli inglesi automaticamente ti viene da associarli a gente compita che sorseggia il thé nel salotto buono.
La verità molto più oggettiva è che il sabato si spaccano di alcolici sino a vomitare, si siedono per terra a mangiare qualche schifezza presa dal McDonald e buttano tutta la spazzatura a terra, tanto alle 5 del mattino ci pensano i netturbini.
Vai fuori da Londra, in qualche comunità un poco più isolata e meno “melting pot” e quando vedi la gente ti metti le mani in testa. Vedi una percentuale altissima di gente che con ogni probabilità è frutto di incroci tra consanguinei, si veste in maniera oscena e si comporta come l’ultimo dei contadini ignoranti. Vedi ragazze madri che si imbottiscono di birra e fumano 2 pacchi di Malboro al giorno accanto ai 4 figli (di cui almeno uno ha qualche disabilità mentale) e con ogni probabilità campa subaffittando una stanza di casa sua ad estranei e con l’assegno mensile governativo. All’estero l’Italia è spesso vista con lo stereotipo del napoletano chiassoso e cafone, ma ti assicuro che lì ne vedi certi che sono poco al di sopra delle bestie. Nulla a che vedere con l’immagine dell’inglese che circola nel mondo.

E’ un popolo come tutti gli altri: è composto per la gran parte da ignoranti e bovari, poi ovvio che loro ti raccontano solo della vittoria a Trafalgar e te la menano con la Torre di Londra e altre cose del genere. Uno la spazzatura la mette sul retro, mica la ammucchia nel proprio giardino perché tutti la vedano>

6 thoughts on “Come sono gli Inglesi veramente?”

  1. Ma non si vergogna a parlare così di altri esseri umani,chiaramente svantaggiati?
    Inoltre,questa compeitività non la decanterei troppo : ci sono individui i quali,per debolezza fisica o problemi d’ altro genere,il famoso “culo”,non possono farselo.
    Per quanto concerne i “bovari”,non le dico nulla per non
    offenderla seriamente.
    Per fortuna in Italia le scuole sono ancora democratiche e,soprattutto,accolgono chiunque abbia desiderio di acculturarsi o/e di imparare un mestiere,senza distinzioni tra sani e malati,dotati e assai meno dotati.
    Il risultato é che anche una ragazza con problematiche pesanti,disturbi dell’ apprendimento e un leggero deficit cognitivo,ha potuto tener fede al proprio proposito di frequentare gli studi classici ed ottenere una laurea,non in tempi brevi ma con orgoglio.
    Meritocrazia?Per me é solo una giustificazione per selezionare spietatamente i più deboli ,quelli che lei,definisce “immondizia”. E le ricordo che si dovrebbe vergognare.

  2. Allora in gran parte è vero, classisti, sporchi, alcolizzati primo su tutto. Hanno sempre la puzza sotto il naso, da sobri, poi se vanno al pub allora è tutto un altro discorso. Riguardo le amicizie, bè quello dipende, ho amici inglesi che mi chiamano qualche volta per qualche evento pero si è difficile entrare nei gruppi anche se vivi in UK da abbastanza. È anche vero che se un inglese è uscito dalla sua isola (non dico Benidorm o Ibiza a spaccarsi) ma fuori con un anno sabbatico allora il carattere cambia. Dopo 5 anni in Inghilterra incomincio ad avere la nausea un po, ma d’altronde si sa..gli inglesi stanno sul cazzo quasi a tutti. Un bacio e a star bene.

  3. Dopo cinque anni e mezzo di Inghilterra confermo appieno cio’ che dici. Aggiungo, inoltre, che sono dei furbi. Loro col famoso aplomb non ti diranno mai quello che realmente pensano, ma appena possono di affossano. Vissuto sulla mia pelle.
    (Il livello culturale medio , parlo di persone laureate , e’ paragonabile ad un buon istituto tecnico .Lasciamo perdere se poi inizi a fare qualche riferimento storico..e’ la fine per loro. Praticamente sanno veramente poco. Ma sul serio eh! )
    Comunque, sei e resterai sempre un italiano , uno straniero. Secondo me hanno qualche cosa che non va e non scherzo. Hanno , quando non sono sfondati di birra, sta timidezza di fondo e questa falsa educazione del caxxo che non serve praticamente a nulla. Per non parlare delle ragazze. Di mattina sono tutte compite aggiustate con quintali di trucco, poi la sera si trasformano..specialmente il venerdi sera. Ho colleghe che arrivano con il cambio di venerdi e si truccano in bagno…e poi vanno a sfondarsi di birra tutto il week end. Non scherzo!!
    p.s. Immagina : io vivo nello yorhskire ovvero vivo in mezzo a bovari a 360 gradi.

  4. Leggendo i commenti mi sembra di leggere i commenti di alcuni expat tornati a casa loro andando via dall’Italia.

    Il problema del razzismo esiste ovunque ci siano autoctoni e immigrati, ci sarà sempre una folta massa di razzisti e ignoranti, ma questo non significa che tutti gli inglesi o tutti gli italiani siano così.

    Da straniero in Italia ho sofferto parecchio queste forme di razzismo, forse ancor più marcate e dirette di quelle che leggo che gli italiani hanno patito nello UK. Detto ciò, ho anche avuto la fortuna di avere i miei migliori amici di stirpe italica e non penso che la maggior parte degli italiani siano dei cafoni razzisti quali ho avuto la sfortuna di conoscere ed averci a che fare sia a scuola nel passato che al lavoro ora.

    Penso anche che il modo in cui ci si pone agli inglesi sia tale per cui gli concedete questa possibilità di trattare gli stranieri come dite che li trattano. In fin dei conti basta non cagarli, essere corretti con chiunque è corretto con voi e ripagare con la stessa moneta chi non è corretto, poi quelli buoni vengono fuori prima o poi. Succede ovunqe.

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