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Pagare i trasporti con contactless cards

In data 16 Settembre TFL ha introdotto la possibilita di pagare il proprio viaggio con le contactless cards.

Cosa sono le contactless cards?
Per chi non lo sapesse, alcune delle nuove carte di credito/debito offrono l’opzione “contactless payment”.

Si puo pagare fino a 20£ senza digitare il pin e inserire la carta nel lettore, basta passarla sopra il lettore contactless. Questi sono molto diffusi nei coffee shops, in certi supermercati e negozi.

Come funziona viaggiare pagando con la carta di credito/debito?
Come dicevo, e’ possibile utilizzare la propria carta di credito come fareste con la oyster card, passandola sul lettore ai tornelli della metro, o sui bus (sui quali e’ attivo sin dal 2012), o nelle stazioni dei treni.

Dal punto di vista di TFL questo comporta una sostanziale riduzione dei costi (stimati 30M £: meno biglietti cartacei, autisti che non perdono più tempo dandoti il resto quando sali sul bus, e ricariche di oyster cards e via dicendo).

Pensate che ogni giorno vengono effettuati circa 70.000 (!!!) pagamenti sul sistema dei bus!

Cosa dovete sapere

  • Viene applicata di default la adult rate PAYG fare.
  • Ricordatevi di toccare all’uscita con la stessa carta con cui siete entrati
  • Non tenete vicino diverse carte contactless quando le passate sul reader o rischiate di addebitarle tutte
  • Il capping (limite massimo di pagamento) e’ implementato a livello giornaliero e settimanale (dal Lunedi alla Domenica)

Imparare l’inglese online

Per chi di voi fosse interessato ad approfondire lo studio dell’inglese o di un’altra lingua straniera, consiglio vivamente di dare un’occhiata a queste due piattaforme online:

http://it.babbel.com/
costo veramente basso, si va dai 4 ai 9 euro mensili

https://www.duolingo.com/
gratuita, offre delle app molto carine e l’apprendimento è come un gioco / sfida.

Questi siti offrono un approccio diverso all’apprendimento e vale la pena provarli entrambi.
Ci tengo a sottolineare che non si impara una lingua rimanendo attaccati allo schermo di un pc, ci vuole qualcuno con cui interagire e un professore che vi segua e vi corregga.

Considero strumenti del genere degli “integratori” che vanno benissimo per, appunto, rafforzare le vostre conoscenze e farvi progredire in modo più divertente e piacevole, rispetto al classico metodo libro, carta e penna.

Se volete sapere di più leggete la review scritta da LanguageSurfer

USA Students Advisor: per chi vuole studiare in UK / USA (p2)

Quali sono le difficoltà principali che si incontrano nell’iscriversi in un’Università straniera e quali sono le problematiche più comuni che vi pongono i vostri clienti?

  1. L’iter per iscriversi ai college americani ed inglesi è estremamente diverso da quello per i college italiani. E’ molto più complicato ed inizia prima.
  2. La scarsa conoscenza degli aiuti finanziari che si possono ottenere e che rendono percorribili carriere scolastiche all’estero altrimenti quasi impossibili da ottenere visti i costi elevati delle università all’estero
  3. La scarsa conoscenza dei college all’estero e dei corsi da loro offerti: nel Regno Unito ci sono più di 250 università (il triplo che in italia) e in America ce sono circa 6500. C’è la tendenza a pensare che all’estero ci siano solo una decina di università per le quali vale la pena lasciare l’Italia. Questo è un errore madornale.

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USA Students Advisor: per chi vuole studiare in UK / USA

Grazie agli amici di GoMad GoWestminster sono stato messo in contatto con Mattia, responsabile e fondatore di USA Students Advisor. Entrambi questi siti hanno come mission realizzare il sogno dei ragazzi che desiderano ottenere una laurea o un master ovunque nel Regno Unito.

Eccovi la prima parte dell’intervista con il suo fondatore.

Ciao Mattia, ci racconti chi sei e cosa fai nella vita?

Ciao Jacopo, il mio nome è Mattia Pastore sono un ragazzo di 21 anni che studia negli USA da 4 anni ormai. Sono andato negli Stati Uniti a 17 anni per il mio quarto anno di liceo, mi sono diplomato in America e, date le numerose offerte da parte di università americane, sono andato direttamente all’università americana con un anno di anticipo rispetto ai miei coetanei italiani. Continue reading USA Students Advisor: per chi vuole studiare in UK / USA

Idiomi e modi di dire inglesi (2)

Jump the gun – fare le cose prematuramente, troppa fretta
At The Drop Of A Hat – immediately
Cut Corners – do something in the easiest, quickest, or cheapest way, often harming the quality of your work Sweet Fanny Adams – absolutely nothing
Steal – Slip away – andarsene di soppiatto da una festa o da una situazione
Hopping (jump on one foot) mad – incazzarsi
Flag someone-something down – fargli segno di fermarsi
To be blunt – essere onesti essere chiari e diretti Continue reading Idiomi e modi di dire inglesi (2)

De Hems Dutch Cafe Bar

Due anni di blog e non avevo ancora recensito un pub! Sciagura!

Ecco a voi il De Hems, pub olandese, che negli anni della seconda guerra mondiale era un punto di raduno per gli olandesi esiliati a seguito dell’occupazione dei paesi bassi.

Nei pressi di Chinatown (Soho) e di Leicester Square e a un centinaio di metri da Fratelli la Bufala. Continue reading De Hems Dutch Cafe Bar

Cosa vi chiederà un reclutatore al telefono

Per chi di voi ha publicato il CV sulle job board (e.g. Monster.co.uk) e lo ha reso pubblico preparatevi a ricevere telefonate dai recruiters.

Come professionista informatico, ogni volta che aggiorno il CV su queste job board ricevo numerose chiamate e solitamente appartengono a una di queste categorie: Continue reading Cosa vi chiederà un reclutatore al telefono

Quante pagine deve avere un CV?

Domanda da un milione di sterline, o euro, scegliete voi.

Questo è il classico argomento controverso su cui ognuno dice la sua e non troverete mai una risposta univoca.

Io la vedo così:

  • siete neolaureati o pochi mesi di esperienza lavorativa? 1 pagina
  • avete una sostanziale esperienza professionale? 2 pagine

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Come trovare lavoro da neolaureato all’estero

Un trend, aimè, sempre più diffuso su forum, discussioni e articoli online è il seguente:
“laureati e lascia l’Italia”
E non mi trovo per nulla d’accordo.
Perchè non partire appena laureati?
Con questa crisi che attanaglia ormai tutti il globo, non esiste paese in cui i neolaureati (locali inclusi) non facciano fatica a trovare il loro primo lavoro, anche in paesi con un’economia migliore della nostra (UK, Germania e così via).